Reportly, come si usa

Dai dati delle campagne al PDF che consegni al cliente. Dieci minuti la prima volta, due o tre dal mese dopo.

Prima di cominciare

Reportly si apre nel browser, all'indirizzo app.reportly.it. L'accesso non è pubblico: mi dai il tuo indirizzo email e ti inserisco io.

In alto a destra ci sono tre voci, e sono tutto il prodotto. Clienti è l'elenco dei tuoi clienti, ed è da lì che si parte ogni mese. Nuovo report porta allo stesso elenco quando devi cominciarne uno. Impostazioni è dove metti l'identità della tua agenzia e colleghi Google Ads: ci vai una volta e poi quasi mai più.

Una cosa da sapere subito

Reportly ricorda quattro cose, e le ricorda anche il mese dopo: l'identità della tua agenzia, cioè nome, logo, colore e tema; la scheda di ogni cliente, con i suoi account Google Ads; l'elenco dei documenti che hai già prodotto, con i numeri di ciascuno; e le bozze che salvi tu, cioè il modulo compilato a metà.

Il testo generato no. I numeri e le note li metti al riparo con Salva bozza, in fondo al modulo. Il testo scritto dall'intelligenza artificiale invece non si salva: se ricarichi la pagina dalla schermata di revisione si perde e va rigenerato.

Il percorso, passo per passo

1

Metti l'identità della tua agenzia

Vai in Impostazioni, riquadro Dati dell'agenzia. Sono quattro campi e finiscono tutti sul documento che consegni:

  • Nome dell'agenzia, quello che comparirà sul PDF.
  • Logo dell'agenzia: premi Scegli file e caricalo. Consigliato un PNG con sfondo trasparente. Se non carichi niente, sul documento compare il nome dell'agenzia scritto in testo. Per sostituirlo, Rimuovi e ricarica.
  • Colore accento: il colore del tuo brand. Puoi prenderlo dal quadratino o scrivere il codice esatto, per esempio #3b82f6.
  • Tema: chiaro o scuro. Se il tuo logo ha lo sfondo bianco, il tema chiaro lo fa sparire meglio.

Premi Salva. Questi quattro non si rimettono mai più: non compaiono nel modulo del report e valgono per tutti i clienti.

2

Collega Google Ads

Sempre in Impostazioni, più in basso, c'è Collegamento a Google Ads. Il collegamento si fa una volta sola con il tuo account Google, quello da cui gestisci i clienti, e passa dalla schermata ufficiale di Google.

Quando è a posto leggi Collegamento attivo e sotto compare l'elenco di tutti gli account pubblicitari che quell'accesso raggiunge, ciascuno con il suo ID e il manager da cui dipende. Sono gli account che poi assegnerai ai clienti.

Se hai aggiunto un cliente nuovo al tuo manager e qui non lo vedi, premi Ricollega: rifà il giro e riporta l'elenco aggiornato.

Sul permesso che Google ti mostra

Durante il collegamento Google scrive che l'app potrà visualizzare, modificare, creare ed eliminare i tuoi dati Google Ads. È la formula standard: quello è l'unico permesso che Google mette a disposizione per le API di Google Ads, non ne esiste una versione di sola lettura. Reportly legge e basta: chiede i numeri delle campagne nel periodo che scegli tu e non scrive niente nel tuo account.

3

Crea la scheda di un cliente

Vai su Clienti e premi + Aggiungi cliente. Si apre la Scheda cliente, una finestra sopra l'elenco. Si compila una volta e vale per tutti i mesi:

  • Nome del cliente, l'unico obbligatorio.
  • Email, facoltativa. Oggi non fa partire nessuna mail: il PDF lo scarichi e lo mandi tu.
  • Obiettivo della campagna, dal menu a tendina. Orienta il modo in cui il testo legge i numeri.
  • Account Google Ads di questo cliente: spunta quelli che gli appartengono. Puoi sceglierne più di uno, ed è il caso normale quando un cliente ha due account. I dati vengono letti insieme e restano distinti nell'elenco delle sorgenti.
  • Pagine da includere nel report: Sintesi del mese, Cosa ha mosso i risultati, Conclusione strategica. Sono tutte attive. Se per un cliente ne bastano due, togli la spunta alla terza e quella pagina non viene prodotta.
  • Metrica da monitorare e Valore obiettivo, facoltativi: il traguardo concordato con quel cliente, per esempio un ROAS di 4,00. Da lì in poi, sotto i numeri del mese, Reportly scrive da solo se sei sopra, sotto o in linea.

Premi Salva cliente e la scheda entra nell'elenco. Per modificarla più avanti, clicca il cliente nell'elenco: si riapre la stessa finestra.

4

Apri il report del mese

Nell'elenco I tuoi clienti, sulla riga del cliente, premi Genera report. Si apre Nuovo report mensile con scritto sotto il titolo di quale cliente si tratta, e il modulo arriva già compilato con quello che hai messo nella sua scheda.

Se su una riga vedi la scritta Bozza in corso, per quel cliente c'è un lavoro lasciato a metà che puoi riprendere.

5

Porta dentro i dati

In cima al modulo ci sono due schede, Google Ads e Carica file. Si possono usare tutte e due nello stesso report, e i numeri vengono uniti.

Con Google Ads non scarichi niente. Sotto Account di questo cliente trovi gli account che avevi spuntato nella scheda. Scrivi il periodo in Dal e Al nel formato italiano, per esempio 01/08/2026 e 31/08/2026, e premi Leggi i dati. Dopo qualche secondo compare la riga verde Dati letti da Google Ads, con l'account, il periodo e quante campagne ha trovato.

Con Carica file premi Scegli i file e prendi l'export dal computer. È la strada per Meta e per tutto quello che non è ancora collegabile. Reportly legge file CSV: Google Ads, Meta e Looker Studio lo esportano tutti, e dove scegli il formato del download basta prendere CSV. Puoi sceglierne più di uno in un colpo solo: ogni file diventa una sorgente a sé.

Il file va bene così com'è. Non serve pulirlo, togliere colonne o rinominare le intestazioni: Reportly prende i sette numeri che gli servono e ti dice a schermo cosa ha lasciato fuori.

6

Controlla l'elenco delle sorgenti

Sotto le due schede c'è Sorgenti dei dati: una riga per ogni cosa che è entrata nel report, che sia un account Google o un file. Su una riga Google leggi l'account e il periodo; su una riga da file leggi il nome del file.

Due cose si fanno da qui. Togli elimina quella sorgente e i numeri si ricalcolano subito senza il suo contributo. E sulle righe da file c'è una tendina con la piattaforma: Reportly la riconosce dalle intestazioni del file, ma se ha sbagliato la correggi lì, e la tua correzione vince. Serve a unire fra loro le campagne della stessa piattaforma.

Se aggiungi due volte la stessa sorgente, Reportly se ne accorge e non la conta due volte.

7

Leggi i due riquadri

Sotto l'elenco compaiono due riquadri, e vogliono dire due cose diverse.

Il riquadro giallo Da controllare compare solo quando c'è qualcosa da decidere: un campo che le sorgenti non sanno riempire, due colonne che potevano andare bene per lo stesso dato, un numero che non torna con quelli da cui dovrebbe nascere. Quando è giallo, fermati e leggi. Se non compare, vai avanti tranquillo.

Il riquadro grigio Letto dalle sorgenti è solo un resoconto: quali colonne ha ignorato e perché, quante righe di intestazione ha saltato, quale piattaforma ha riconosciuto, e in quale valuta sono gli importi. Non devi fare niente, serve perché tu sappia cosa è entrato nel documento e cosa no.

Se un cliente ha account in valute diverse

Reportly non somma euro e dollari e non applica nessun cambio: i quattro campi in denaro restano vuoti, con un avviso, mentre impressioni, click e conversioni restano validi. Un totale convertito sarebbe un numero che non potresti ricontrollare su nessuna schermata di Google.

8

Completa le informazioni generali

Quasi tutto è già compilato dalla scheda del cliente: email, pagine da includere, nome, obiettivo, metrica e valore obiettivo. L'unica cosa da scrivere ogni mese è Mese di riferimento, come vuoi che si legga sul documento, per esempio Agosto 2026.

Quello che cambi qui vale per questo report soltanto: la scheda del cliente resta com'è. Se ti accorgi di aver aperto il cliente sbagliato, c'è Cambia cliente sotto il nome.

9

Controlla i sette numeri

In Metriche della campagna trovi i numeri già uniti da tutte le sorgenti in elenco: budget speso, impressioni, click totali, conversioni, costo per conversione, valore generato e ROAS.

Sotto ogni campo c'è scritto da dove arriva: da: Google Ads API quando il dato viene dal collegamento, da: Costo o da: Clic quando viene da una colonna del tuo file, da: calcolato: budget / conversioni per i due che Reportly ricava sempre da solo dai totali.

Quella riga è il controllo da fare. Se una colonna è finita nel campo sbagliato, correggi il numero a mano: i campi si scrivono. Se poi cambi le sorgenti, i campi che non hai toccato si riscrivono da soli, mentre quelli che hai corretto restano e vengono segnalati con il valore ricalcolato accanto, così scegli tu quale tenere.

Uno zero è un dato e lo vedi scritto. Un campo vuoto vuol dire che quel dato non c'era o non si poteva calcolare — il costo per conversione con zero conversioni, per esempio, non esiste. Scrivilo tu se lo sai, o lascialo vuoto: il documento non inventa il numero mancante. Se un campo non compare affatto, lo aggiungi dal menu Aggiungi un dato mancante.

Se avevi fissato un traguardo per quel cliente, sotto i campi trovi la riga che lo confronta con il mese, per esempio Obiettivo ROAS: 4,00. Questo mese: 7,00, sopra l'obiettivo.

10

Scrivi quello che i dati non sanno

La sezione Analisi qualitativa è la parte che fa la differenza sul testo finale. Sono quattro campi: Cosa ha funzionato questo mese, Cosa non ha funzionato, Obiettivi per il mese prossimo e Elemento che ha funzionato meglio, facoltativo.

Scrivi come parleresti al cliente, anche due righe per campo. Non serve che siano scritte bene: servono i fatti che sai tu e che nei numeri non ci sono. Cosa avete cambiato a metà mese, perché una campagna è stata fermata, cosa vi aspettavate.

Se li lasci vuoti il documento esce lo stesso, ma il testo può solo commentare i numeri. È da qui che arriva il senso di quello che è successo.

11

Il confronto con il mese prima

Più in basso c'è Confronto con il mese precedente, chiusa. Cliccala e si apre.

Se quel cliente ha già un documento fatto con Reportly, questi numeri li trovi già compilati, ripresi dall'ultimo che hai generato per lui: sopra i campi c'è scritto. Puoi modificarli.

A mano li scrivi solo la prima volta, cioè al primo documento di un cliente nuovo, e sono trenta secondi se hai il report del mese scorso davanti. Il confronto resta facoltativo: se non ti serve, salta la sezione.

12

Genera bozza, poi rileggi il testo

Premi Genera bozza in fondo alla pagina. Vedi la schermata Sto generando il report per qualche secondo, poi arrivi a Revisione del report: a sinistra le sezioni scritte, a destra il riquadro Dati campagna con cliente, mese, agenzia, obiettivo, piattaforme e i numeri che stai usando.

Il testo si modifica direttamente. Clicca dentro e scrivi: è la tua firma sul documento, e non parte niente in automatico verso il cliente.

Se qualcosa va storto resti nel modulo con un messaggio in rosso, e quello che avevi compilato è ancora tutto lì: rileggi il messaggio e riprova, non ricominci da capo.

Attenzione a una cosa sola

Se torni indietro con Torna al modulo per correggere un numero, i dati restano tutti. Ma se da lì premi di nuovo Genera bozza, il testo viene riscritto da zero e le correzioni che avevi fatto a mano si perdono. Quindi: prima sistemi i numeri, poi rigeneri, e solo alla fine ti metti a limare il testo.

13

Genera e scarica il PDF

Quando il testo ti va bene, premi Genera e scarica il report. Dopo qualche secondo vedi la schermata Report pronto e il PDF è già nella cartella Download, col nome del cliente e del mese: se il cliente è Acme S.r.l. e il mese Agosto 2026, il file si chiama Acme-Srl-Agosto-2026.pdf. Punti, accenti e spazi vengono tolti o sostituiti da un trattino, perché un nome di file non li regge tutti.

Da lì, Genera un nuovo report riparte pulito per il cliente dopo.

Il PDF è tuo: porta il tuo logo e il tuo colore, e il nome Reportly non compare da nessuna parte. Lo mandi al cliente come mandi qualsiasi altro documento, dalla tua mail.

Se ti interrompono

In fondo al modulo c'è Bozze salvate. Premi Salva bozza e ritrovi il modulo com'era: i numeri, le note, il confronto col mese precedente, l'obiettivo e le pagine da includere.

Una bozza è identificata dalla coppia cliente più mese: risalvando lo stesso cliente per lo stesso mese aggiorni quella bozza, con un mese diverso ne nasce una seconda. Per riprenderla usa la tendina Riprendi una bozza.

Due cose che la bozza non riporta indietro. Il testo generato, che non ci è mai entrato. E la riga da: sotto i numeri: chi riprende una bozza vede i numeri, non più da quale colonna arrivavano. Se il controllo del passo 9 non l'hai ancora fatto, fallo prima di salvare.

I documenti che hai già prodotto

Sempre in fondo al modulo c'è Documenti generati: una riga per documento, con il nome del cliente e il mese.

Un documento entra in elenco solo quando il PDF viene scaricato davvero. Se ti fermi alla revisione e chiudi, non resta traccia.

L'elenco è in sola lettura: serve a sapere cosa hai già consegnato, e serve a Reportly per riempirti i numeri del mese precedente. Quello che conserva sono i numeri, non il PDF e non il testo: un documento già consegnato non si riscarica da qui. Se ti serve di nuovo, rigeneralo.

Cose che è utile sapere